Il Como e il suo sforzo "Europa" Inutile!
Il Como 1907 sta vivendo una stagione 2025/2026 straordinaria, occupando stabilmente il 4° posto in Serie A (dati a marzo 2026), una posizione che garantirebbe l'accesso alla Champions League. Tuttavia, il rischio di non poter partecipare alle coppe europee — o di non poterlo fare nel proprio stadio — non è legato ai risultati sportivi, ma a questioni burocratiche e strutturali.
Ecco i motivi principali per cui la partecipazione del Como è sotto la lente d'ingrandimento:
1. L'ostacolo Stadio (Il "Nodo Sinigaglia")
Nonostante il fascino del Giuseppe Sinigaglia, l'impianto attuale non rispetta i rigidi standard UEFA per le competizioni internazionali:
Strutture temporanee: La UEFA non permette l'uso di tribune che poggiano su "tubolari" o impalcature (come l'attuale Curva dei tifosi del Como). Tutto il settore deve avere fondamenta stabili.
Servizi e Media: Sono necessari ammodernamenti sostanziali per le aree VIP, la sala stampa, i parcheggi e i servizi igienici, che per la Serie A possono godere di deroghe ma per l'Europa no.
La soluzione d'emergenza: Per ottenere la licenza UEFA 2025/2026, il Como ha dovuto indicare uno stadio alternativo (lo stadio Friuli di Udine o, in alternativa, l'ipotesi Reggio Emilia). Giocare a 400 km di distanza sarebbe un duro colpo per i tifosi lariani.
2. Sostenibilità Finanziaria (Fair Play Finanziario)
La proprietà del Como (il gruppo indonesiano Djarum) è tra le più ricche al mondo nel calcio, ma le nuove regole UEFA sulla Financial Sustainability (in vigore a pieno regime dal 2025/2026) impongono vincoli stretti:
Squad Cost Rule: A partire da questa stagione, i club possono spendere al massimo il 70% dei loro ricavi per stipendi, commissioni agli agenti e ammortamenti dei cartellini.
Nonostante la solidità economica della proprietà, il Como deve dimostrare che il suo fatturato (sponsor, diritti TV, botteghino) sia proporzionato alle spese faraoniche fatte sul mercato per campioni come Varane o Sergi Roberto.
3. Licenza UEFA
Il club ha già ottenuto la licenza per la stagione in corso, ma si tratta di un processo annuale. Ogni primavera la commissione valuta se i requisiti sono ancora rispettati. Se i lavori al Sinigaglia non dovessero partire o se i parametri economici dovessero sballare a causa di investimenti eccessivi non coperti da entrate, la licenza potrebbe essere revocata.
In sintesi: Il Como giocherà quasi certamente in Europa se manterrà questa posizione, ma il vero dubbio è dove. La società sta correndo contro il tempo per presentare un progetto di restyling che permetta di non traslocare a Udine o a Reggio Emilia.

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