Gli Juventini aspettavano "Report"

 L'ultima inchiesta di Report su Rai 3, intitolata "Un calcio all'Italia" e andata in onda il 31 maggio 2026 a cura di Daniele Autieri, ha analizzato i motivi strutturali dietro la mancata qualificazione della Nazionale italiana ai Mondiali 2026 e la profonda crisi del sistema calcistico nostrano.

Di seguito i punti chiave emersi dal reportage:

⚽ Il boicottaggio della Nazionale 
  • La denuncia di Gravina: Il presidente dimissionario della FIGC, Gabriele Gravina, ha denunciato un vero e proprio ostruzionismo da parte dei club. Prima della partita decisiva contro la Bosnia, alla Nazionale sono stati concessi solo due allenamenti collettivi.
  • Priorità ai club: Le società di Serie A hanno sistematicamente anteposto i propri interessi economici e i calendari privati rispetto al supporto logistico e tecnico agli Azzurri.
L'inchiesta di Report ha inoltre evidenziato come l'asse tra molti presidenti di Serie A e una ristretta cerchia di procuratori stia svuotando i vivai italiani per favorire operazioni di mercato estere.
Di seguito i dettagli emersi sul blocco dei giovani talenti:
🔄 Il meccanismo delle plusvalenze e gli intermediari
  • Calciatori come asset finanziari: Molti club non cercano profili adatti al progetto tecnico, ma scelgono i calciatori in base ai margini di guadagno sulle plusvalenze future, concordate direttamente con i procuratori.
  • Il caso Udinese: La trasmissione ha analizzato la gestione del club friulano tra il 2023 e il 2025. Le operazioni di mercato (in entrata e in uscita) si sono concentrate quasi esclusivamente su profili stranieri, gestiti tramite una fitta rete di intermediari preferenziali, riducendo a zero lo spazio per la crescita dei calciatori locali.
  • Provvigioni fuori controllo: Le commissioni pagate agli agenti sottraggono risorse vitali alle infrastrutture e ai settori giovanili, creando un mercato chiuso e accessibile solo a pochi intermediari dominanti.
🚫 Il blocco dei talenti italiani e il deserto al Sud
  • Incentivi all'estero: Comprare giovani all'estero viene preferito per via di canali di intermediazione consolidati e per una radicata sfiducia dei club nell'aspettare la maturazione dei talenti di casa nostra.
  • La scomparsa del Sud Italia: La desertificazione dei settori giovanili ha colpito soprattutto il Meridione. Report ha rilevato che in tutta la Serie A attuale sono presenti solo 17 calciatori originari del Sud Italia, segno della totale mancanza di scouting e investimenti nelle strutture di base di quasi metà del Paese.
  • Mancanza di minutaggio: Anche i pochi giovani che riescono a entrare nelle rose delle prime squadre rimangono confinati in panchina, arrivando ai raduni della Nazionale senza il ritmo partita necessario per competere a livello internazionale.

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